
di Nello D’Angelo
Ogni 23 aprile, la Catalogna si veste di libri e di rose. È il giorno di Sant Jordi, una delle celebrazioni più affascinanti del calendario, in cui l’amore si intreccia con la cultura. In questo giorno così speciale, è tradizione regalare una rosa alla persona amata, che ricambia con un libro come segno di affetto, stima e rispetto.
È una festa che esalta il potere dell’amore come sentimento e come parola scritta, l’intimità della lettura e la bellezza del sapere condiviso.

Un’occasione speciale, carica di emozioni, parole e passione condivisa per i libri e per la professione che amiamo, ed è per questo che ho avuto l’onore e il piacere di condividere la tavola rotonda degli autori con il mio ultimo libro AMP Inmobiliaria all’Aparador de Literatura Inmobiliaria, organizzato dagli API di Barcellona.

Qualche tempo fa, osservando le pile di libri ancora non letti accanto alla mia scrivania, mi è venuto in mente il concetto di antibiblioteca, reso noto da Nassim Nicholas Taleb, ma probabilmente ispirato all’immensa collezione di volumi di Umberto Eco, che possedeva una biblioteca infinita con più di 30.000 libri, molti dei quali mai letti, o come appare anche ne “La Biblioteca di Babele” di Borges. Ma, come sottolineava spesso il filosofo-scrittore, non si trattava affatto di una semplice collezione o di un’ostentazione, né tanto meno di un difetto, ma di una splendida dichiarazione d’intenti.
Una biblioteca di libri comprati e ancora da leggere è una collezione viva, un promemoria di quanto ancora possiamo (e dobbiamo) imparare. È il contrario dell’arroganza di chi crede di sapere tutto: è l’umiltà di chi riconosce la propria sete di conoscenza.
In Giappone, questo atteggiamento ha perfino un nome poetico: tsundoku, l’atto di comprare libri e lasciarli impilati, spesso senza arrivare a leggerli. Il termine proviene da tsun, accumulare, e doku, leggere. Una combinazione silenziosa di verbi che raccontano la storia di chi compra libri non per possederli, ma con la sincera intenzione di leggerli, prima o poi.
Nel mio caso, questo impulso è nato molti anni fa e, fortunatamente, è stato condiviso e anche alimentato da mia moglie Valeria, che da sempre è una lettrice appassionata, molto più di me.
Non saprei dire con certezza quale sia stato il primo libro che ho comprato e letto, oltre ai migliaia di testi di letteratura studiati durante i miei anni scolastici, soprattutto nel liceo classico con greco e latino. Ricordo chiaramente, all’inizio della mia carriera professionale, la collana di Blanchard e Johnson dedicata a L’Esecutivo in un minuto, così come tutti i libri di Paulo Coelho, a partire da L’Alchimista.
Tra le prime letture giovanili, Niente di nuovo sul fronte occidentale mi colpì profondamente, mentre 1984 di Orwell fu un testo difficile da dimenticare: due libri così antichi, ma così tremendamente attuali.
Sono stato un lettore appassionato di Hemingway, e chissà, Fiesta, uno dei miei preferiti, è stato forse un felice presagio della mia lunga vita futura vissuta in terra spagnola. Sono sempre stato appassionato di romanzi storici e di guerra, e ho anche amato le grandi biografie di personaggi del passato, come quella di Publio Cornelio Scipione l’Africano, o del grande Annibale.

Senza dimenticare Napoleone e John Fitzgerald Kennedy, su cui ho letto e acquistato tutto ciò che sono riuscito a trovare. E poi ci sono i libri di racconti legati alla mia infanzia, che mi riempiono di tenerezza. Conservo ancora i miei dizionari e libri di grammatica greca e latina, così come alcuni vecchi libri scolastici appartenuti a parenti e familiari.

Ho anche vecchi manuali di studio di ingegneria di mio padre, un’enciclopedia in inglese sulle guerre d’indipendenza, e un piccolo dizionario di swahili, ricordo del periodo di lavoro di mio padre in Kenya negli anni ’70. Negli ultimi 30 anni, la mia curiosità si è orientata verso il grande mondo della mente, verso il desiderio di sapere come siamo fatti dentro e come pensiamo e agiamo, e così i testi di filosofia e psicologia, uniti a quelli della PNL, hanno riempito le varie pile della mia antibiblioteca.

Il piacere della lettura si apprende, si eredita, si affina e si coltiva come un sentimento o come un linguaggio del cuore, soprattutto in un giorno come questo di San Jordi. Se viene trascurato, come le rose che oggi si regalano, appassisce.
Ma se viene nutrito, come ogni passione autentica, la lettura diventa un bisogno.
Una fonte inesauribile di ispirazione, di domande, di crescita.
E quei libri impilati, che sembrano aspettare pazientemente il loro turno, non sono un peso, ma promesse.
Promesse di mondi ancora da esplorare, di idee ancora da abbracciare, di parole ancora da incontrare.

Come scrisse Umberto Eco:
“La nostra ignoranza non diminuisce con il numero dei libri letti, ma cresce con il numero dei libri ancora da leggere.”
Ed è proprio in questa consapevolezza che si nasconde il vero amore per la cultura.
Perché leggere non è solo un atto, è una dichiarazione d’amore verso la vita.
Che tu stia regalando un libro, ricevendo una rosa, iniziando una nuova lettura o semplicemente contemplando la tua antibiblioteca personale, ti auguro che in ogni gesto tu possa ritrovare il riflesso della tua sete di sapere e del tuo amore per la vita.
Buona festa di San Jordi!
Ti potrebbe interessare anche leggere:





